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PAO e scadenza dei cosmetici: come leggere i simboli sulla confezione

Francesca Greco6 minPubblicato il 30 ottobre 2026
PAO e scadenza dei cosmetici: come leggere i simboli sulla confezione
Risposta rapidaSu una confezione cosmetica possono comparire una piccola clessidra, una data oppure il disegno di un vasetto aperto con una sigla come 6M, 12M o 24M. Sono informazioni diverse, anche se spesso vengono chiamate indistintamente “scadenza”. Capire quale simbolo si sta leggendo aiuta a usare creme, detergenti e prodotti per il trucco rispettando le indicazioni previste per quel cosmetico, senza inventare durate generiche.
Che cosa significa PAO sul cosmeticoLa clessidra e la data di durata minima non sono il PAOPerché su alcuni prodotti il vasetto aperto non c'èDove cercare le informazioni sulla confezioneCome ricordare quando hai aperto una cremaCalore, acqua e dita nel vasetto: perché contanoSe odore, colore o consistenza cambiano prima del terminePAO e scadenza: gli errori pratici da evitare

Che cosa significa PAO sul cosmetico

PAO è l'acronimo di Period After Opening, cioè periodo dopo l'apertura. Il simbolo raffigura di solito un vasetto con il coperchio sollevato, accompagnato da un numero e dalla lettera M. Per esempio, 12M indica dodici mesi dal primo momento in cui la confezione viene aperta per essere usata; 6M ne indica sei. Non significa che qualsiasi crema dello stesso tipo duri sempre quel numero di mesi.

Il PAO è stabilito in relazione al prodotto specifico e al suo confezionamento. Non è un'indicazione di efficacia miracolosa, ma un'informazione sulla durata di utilizzo dopo l'apertura nelle condizioni previste. Se un cosmetico è rimasto inutilizzato per mesi dopo essere stato aperto, il conteggio non riparte quando si torna a usarlo.

La clessidra e la data di durata minima non sono il PAO

La data di durata minima si riferisce al periodo entro il quale un cosmetico, conservato correttamente, mantiene la propria funzione iniziale ed è conforme ai requisiti di sicurezza. Può essere preceduta da una clessidra o dalla dicitura “Usare preferibilmente entro”. Non va confusa con il simbolo del vasetto aperto: il primo riguarda una data indicata sulla confezione, il secondo il tempo trascorso dall'apertura.

Nel quadro europeo il Regolamento (CE) n. 1223/2009 distingue le due informazioni. Per i cosmetici con durata minima superiore a trenta mesi, la data di durata minima non è obbligatoria; in quei casi è normalmente prevista l'indicazione del periodo dopo l'apertura, salvo che quel concetto non sia pertinente per il prodotto. La regola non autorizza a considerare sicuro qualsiasi cosmetico privo di data: bisogna leggere le indicazioni effettivamente presenti e il tipo di confezione.

Perché su alcuni prodotti il vasetto aperto non c'è

Non tutti i cosmetici richiedono lo stesso sistema di indicazione. Il periodo dopo l'apertura può non essere rilevante, per esempio per prodotti monouso, per alcune confezioni che non espongono il contenuto all'ambiente durante l'uso o per prodotti che non presentano un rischio pertinente di deterioramento dopo l'apertura. L'assenza del PAO, da sola, non prova che l'etichetta sia sbagliata.

Nemmeno la presenza di una data consente di ignorare le istruzioni di conservazione. Un prodotto lasciato in condizioni sfavorevoli può alterarsi prima del tempo atteso. In caso di dubbi sulla leggibilità o sulla corretta interpretazione, il produttore o il responsabile indicato in etichetta è il riferimento da contattare.

Dove cercare le informazioni sulla confezione

Controlla sia il recipiente sia l'imballaggio esterno, quando presente. I simboli possono essere piccoli e posizionati sul fondo, sul retro o vicino ad altre informazioni obbligatorie. Cerca la clessidra, il vasetto aperto e le istruzioni che precisano condizioni particolari di conservazione. Verifica anche che il numero associato al vasetto termini con la M: si tratta dei mesi, non di un numero di lotto.

Il numero di lotto identifica un gruppo di produzione e serve alla tracciabilità; non è automaticamente la scadenza. Anche il codice a barre non permette di dedurre in modo affidabile il PAO. Per imparare a distinguere gli elementi pratici dell'etichetta di una crema, può essere utile la guida Crema mani: quando riapplicarla e cosa guardare sull'etichetta.

Come ricordare quando hai aperto una crema

Il problema più comune è non ricordare la data della prima apertura. Una soluzione semplice è annotare mese e anno sul fondo della confezione, purché la scritta non copra informazioni importanti, oppure usare una nota sul telefono con nome del prodotto e data. Se apri più confezioni simili, annotarle separatamente evita di attribuire a una crema la durata dell'altra.

Non serve creare un calendario complesso né considerare la data annotata una garanzia assoluta. È un promemoria utile, da leggere insieme alle condizioni di conservazione e alle avvertenze indicate dal produttore. I prodotti condivisi tra più persone richiedono particolare attenzione all'igiene degli applicatori.

Calore, acqua e dita nel vasetto: perché contano

La conservazione influisce sul comportamento di un cosmetico. La Food and Drug Administration statunitense segnala che acqua e umidità possono favorire contaminazioni, mentre cambiamenti di temperatura, luce e aria possono alterare consistenza, colore e odore. Toccare ripetutamente il prodotto con le dita o utilizzare applicatori non puliti può introdurre microrganismi.

Preferisci le condizioni di conservazione riportate in etichetta e richiudi bene il contenitore dopo l'uso. Non aggiungere acqua a un cosmetico per “farlo durare di più” e non travasarlo in recipienti sporchi o non adatti. Un bagno molto caldo e umido o il cruscotto di un'automobile al sole possono essere luoghi poco favorevoli, a seconda del prodotto.

Se odore, colore o consistenza cambiano prima del termine

Una separazione insolita delle fasi, un odore anomalo, la comparsa di muffa o un cambiamento evidente dell'aspetto sono motivi per non continuare a utilizzare il prodotto e per chiedere chiarimenti al produttore. Il contrario però non è una prova di sicurezza: un cosmetico può non mostrare cambiamenti visibili anche quando non è più opportuno utilizzarlo. Non affidarti al solo “test dell'odore” per superare la data o il PAO.

Interrompi inoltre l'applicazione se compaiono irritazione marcata, bruciore o una reazione inattesa. Sintomi importanti o persistenti meritano una valutazione sanitaria; un cosmetico non dovrebbe essere usato per coprire una condizione che richiede diagnosi.

PAO e scadenza: gli errori pratici da evitare

Il primo errore è contare il PAO dalla data di acquisto anziché dalla prima apertura. Il secondo è trasferire il “12M” di una crema a tutte le creme che si possiedono. Il terzo è credere che il prodotto sia automaticamente utilizzabile entro la data indicata qualunque cosa gli sia accaduta, anche dopo esposizione a calore o contaminazione. Infine, è scorretto interpretare un cosmetico senza vasetto aperto come “senza scadenza”.

Se stai facendo ordine tra i prodotti, puoi abbinare questo controllo a una revisione generale della cura della pelle: mantenere pochi cosmetici che si usano davvero, con confezioni integre e informazioni leggibili, rende più facile seguire le istruzioni di ciascuno. La regola fondamentale rimane leggere il simbolo corretto, considerare quando il prodotto è stato aperto e rispettare le avvertenze specifiche senza inventare scadenze universali.

Fonti

Francesca Greco
Francesca Greco · redattrice di salute della pelle, lavora con dermatologi per la revisione dei testi
Francesca Greco è una redattrice appassionata della salute della pelle, collaborando strettamente con dermatologi per garantire contenuti accurati e aggiornati. Scrive per 'Pelle e Unghie', un magazine online italiano d…

Contenuto informativo: non sostituisce il parere del medico.

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